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Villa Mori (Gavena)

cerreto guidi > arte > frazioni

A pochi chilometri dall'abitato di Bassa, lungo la strada provinciale in località Gavena, sorge la maestosa villa Montalvi (oggi proprietà degli eredi Mori). Al corpo centrale di forma allungata con due torri a lato è annessa la cosiddetta casa di fattoria. Il portone centrale che, tramite due scale esterne, permette l'accesso al piano "nobile", è sormontato dallo stemma gentilizio della famiglia spagnola Ramirez da Montalvo con sotto, inciso in un blocco di pietra serena, il nome del probabile committente del complesso edilizio: Antonio Montalvi.
Separata dalla villa si trova la cappella gentilizia dedicata a S. Filippo Neri dove, come attesta il verbale di una visita pastorale della metà del '700, "vi si celebrava la messa quando i Signori erano in villa per i saldi". La prima testimonianza reperita della villa Montalvi compare rappresentata sulle Mappe tardocinquecentesche dei Capitani di Parte Guelfa, indicata come proprietà della nobile famiglia che nella seconda metà del secolo possedeva nella zona "molte terre e case". Don Antonio di Don Giovanni Ramirez de Montalvo, originario della Castiglia venne a Firenze intorno alla metà del '500 al seguito di Donna Eleonora da Toledo, moglie del granduca Cosimo I che nominò Don Antonio suo Maggiordomo. Dal figlio Don Ermando, ivi nato nel 1565, prese origine il ramo della famiglia nell'ambito del cui patrimonio rientra la villa. Dall'altro figlio di Don Antonio, Don Giovanni e da Donna Elisabetta Torrebianca, nel 1602, nacque Eleonora, fondatrice dell'ordine delle Montalve. Dalle Decime granducali si apprende che nei primi anni del XVII secolo la proprietà costituita dall'edificio padronale, due poderi con "casa da lavoratore" e diverse "prese" di terra, apparteneva ai nipoti di Don Ermando.
La situazione patrimoniale rimane invariata fino alla metà dell'Ottocento, quando, secondo la documentazione catastale, il complesso risulta incrementato di otto poderi, di un'uccelliera e, attigui alla villa, di stalle, granai e di un frantoio. Dopo pochi anni l'ultimo proprietario fiorentino, Lorenzo Ramirez da Montalvo venderà il complesso a Vincenzo Banti di Fucecchio, già proprietario di un piccolo palazzo poco distante dalla villa padronale. Il patrimonio divenuto di proprietà di Adriano Mori-Banti, nei primi anni del Novecento raggiungerà le quindici unità poderali che rimarranno accorpate in fattoria fino agli anni Settanta, data in cui il complesso verrà diviso tra i figli del proprietario, gli attuali titolari, eredi Mori.


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