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San Bartolomeo a Gavena (Gavena)

cerreto guidi > arte > frazioni

Sulla strada provinciale lucchese, superato di poco l'abitato di Bassa alla base delle colline che dal fondovalle dell'Arno si elevano verso Cerreto, sorge l'abitato di Gavena. Il piccolo centro, probabilmente di origine etrusca costituiva, insieme con altri sulla riva destra dell'Arno (come Bassa e Ripoli), una tappa del percorso per Pisa parallelo al corso del fiume alternativo all'altra via Pisana che sulla riva sinistra univa Empoli con il porto di Livorno. Per comunità di interessi, e per analogie di insediamento le comunità di Gavena, Ripoli, Bassa, Corliano e San Zio risultano, da tempi antichissimi fino al 1774, riunite in una antica "lega di popoli" denominata Colle alla Pietra.Nella piccola frazione a tipologia insediativa di lungo strada fanno capo numerose case sparse nella pianura della riva destra dell'Arno e sulle falde meridionali delle colline che si estendono da Cerreto a Fucecchio. Alcune di queste, evidentemente più antiche, sono individuabili in corrispondenza dei toponimi relativi sulle carte redatte dai Capitani di Parte Guelfa come i poderi Prata (oggi Vivai Caparrini), Casa Nuova sul Poggio di S. Anna sovrastante la villa Mori già Montalvi, Ripacosta, Gianfalco ecc...Dalle stesse carte è confermato che alla fine del Cinquecento la chiesa e il cimitero erano situati sul terreno pianeggiante nella attuale piazza lungo la via Lucchese. L'indicazione della chiesa parrocchiale di Gavena, già registrata con il titolo di San Bartolomeo nel catalogo delle chiese della Diocesi di Lucca del 1260 di cui fece parte fino al 1622, anno della creazione di quella di San Miniato, compare nella relazione di una successiva visita pastorale del 1355 come appartenente al piviere di Cerreto Guidi. Nel 1639 la stessa fu concessa da Cosimo III ai Capitani di Parte, dei quali ebbe quindi il patronato. Dopo la metà del XVIII secolo, l'edificio venne spostato, su proposta dell'allora parroco Montanelli (che peraltro ne donò il terreno necessario) "in loco" non esposto alle inondazioni dell'Arno corrispondente all'attuale. La chiesa presenta una struttura semplice a pianta rettangolare ed aula unica con canonica e campanile apposti ai lati; la porta centrale è sovrastata da una apertura rettangolare. Il toponimo "chiesa vecchia" riferito ad una casa con relativo podere situato nelle vicinanze della primitiva chiesa e la traccia di un antico campanile a vela inglobato nel tetto di una abitazione lungo la via Lucchese confermano la primitiva localizzazione della chiesa. L'interno non presenta particolari di valore eccetto una scultura di Madonna con Bambino e un tabernacolo a sinistra dell'altare maggiore.

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