Il Palio del Cerro, che nel 2018 è arrivato alla sua 50°ma edizione, è una rievocazione storica in costumi rinascimentali che si svolge il primo sabato di settembre di fronte alla Villa Medicea.

Da decenni ormai i cerretesi hanno come colonna sonora delle proprie estati i rulli di tamburo delle prove del corteo, giovani che trascorrono le serate con il cronometro in mano per le prove delle gare, sarte e donne di contrada che passano notti intere sulla macchina da cucire a preparar costumi. Prove di costumi, di sfilate, ritrovi ad ogni angolo per pronostici e speranze, ultimi allenamenti di gara, le strategie. Per una settimana l’anno, nessuno vorrebbe mai andare a dormire… Il Palio è questo e molto altro, è energia che si è trasformata in storia.

Corteo storico

Ad apertura della serata un sfilata in costumi storici richiama i personaggi che resero grande Cerreto Guidi: Cosimo I dei Medici, sua figlia Isabella con il marito Paolo Giordano Orsini e diversi membri della famiglia granducale accompagnati da damigelle di corte, come la famosa Bianca Cappello, artisti, architetti e letterati, tra cui Bernardo Buontalenti, Bartolomeo Ammannati e Giorgio Vasari… Oltre 300 figuranti creano una cornice indimenticabile.

A seguire ha luogo la gara di giochi storici tra le quattro contrade Porta Caracosta, Porta Fiorentina, Porta al Palagio e Porta Santa Maria al Pozzolo, che corrispondono alle quattro strade di accesso al centro del borgo.

I 5 giochi

Il tiro con la balestra consiste nello scoccare 5 dardi contro un bersaglio, che si trova ad una distanza di 16 metri. Tutti i concorrenti gareggiano contemporaneamente, ognuno in un proprio bersaglio.

Il tiro della fune è un gioco di potenza, forza fisica ed equilibrio nel quale le contrade si sfidano a coppie, in base all’ordine di sorteggio. Per ognuna competono quattro giocatori per un peso massimo complessivo di 500 kg. La vittoria va a chi riesce a trascinare gli avversari oltre la linea di demarcazione tracciata sul palco.

Il lancio degli anelli è un gioco esclusivamente femminile in cui la tiratrice ha a disposizione dieci anelli in legno con cui deve centrare tre aste poste a 6 metri di distanza.

La corsa nella bigoncia è l’altro gioco di corsia ed il più rapido. È un sottile equilibrio tra l’impazienza di procedere e il rischio di cadere. Ogni giocatore deve percorrere 60 metri saltando all’interno di contenitori in legno, privati del fondo, un tempo usati per la vendemmia.

La corsa sui troppoli è uno dei due giochi che si svolge lungo le corsie che formano il palco. È un gioco in cui è richiesta la perfetta combinazione tra velocità, coordinazione e resistenza. Consiste nel percorrere 60 metri su tre pezzi di legno denominati troppoli.

Palio dei Ragazzi

La settimana seguente al Palio del Cerro si svolge il Palio dei Ragazzi, dedicato agli under 12, che è soltanto di 1 anno più giovane di quello degli adulti. Nel Palio dei Ragazzi il tiro con la balestra è sostituito da due giochi: il lancio delle palle e la corsa nelle balle (sacchi di iuta). La bigoncia è sostituita da un fustino cilindrico.


Per saperne di più sulla storia del Palio ordina il libro commemorativo con racconti e foto storiche, fatto per il 50esimo della manifestazione.


“Ebbi il privilegio di dare il mio modesto contributo e, successivamente il battesimo, al Palio del Cerro in quella stupenda “Terra Medicea” al centro della Toscana che è Cerreto Guidi. Ricordo che fui contattato, e quindi invitato come esperto a Cerreto, dagli amici Bruno Fiumi e Sergio Brotini, esuberanti campanilisti cerretesi che, insieme con Anna Bargi e pochi altri appassionati cultori di storia locale, volevano organizzare una manifestazione in costume che valorizzasse usi e tradizioni di quell’antica, nobile e ubertosa terra. Il programma di massima che mi venne sottoposto altro non era che un misto tra il Gioco dell’Oca e Giochi senza frontiere, allegra competizione televisiva allora in gran voga. C’era davvero da mettersi le mani nei capelli! Ricordo ancora quella scena, come se la rivivessi da dietro le quinte. Ero certo che il mio giudizio avrebbe compromesso l’equilibrio della serata. Ma l’entusiasmo, la passione di coloro che avevano proposto tale iniziativa erano davvero grandi, pari del resto alla modestia con la quale recepivano i consigli: per cui di lì a poco la “pasta” del Palio lievitava a dismisura, tanto che in breve tempo coinvolse tutto Cerreto e fu tale da sfornare una bella e organizzata manifestazione profumata di arguzia, campanilismo, volontà e intelligenza.” Luciano Artusi “Mi ricordo che… un fiorentino, si racconta per filo e per segno” – Casa Editrice Scribo s.r.l. aprile 2018